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BIO

NGASA NGASA  è un progetto multiculturale fondato dal batterista Matteo Nocera, che fonde contemporaneamente ritmi e melodie folk del sud Italia e del Mediterraneo occidentale con altre influenze come l'afrobeat, il funk e il jazz-rock modale. Le loro composizioni fondono elementi di funk, disco e musica elettronica, traendo ispirazione dalla tradizione del jazz-rock napoletano e del folk del sud Italia. ​

La loro musica mescola elementi funk, disco ed elettronici con la tradizione jazz‑rock napoletana e il folk del Sud Italia, creando un suono tanto profondamente radicato quanto decisamente moderno.
In napoletano, NGASA NGASA significa “colpisci!” o “insisti!”. È un’espressione che usiamo tra di noi come incoraggiamento nei momenti più difficili — un grido collettivo, uno stato d’animo, un ritmo che resiste.

Le loro influenze includono figure di spicco della scena mondiale come Max Roach, Tony Allen, John Lurie, accanto a icone napoletane come Tullio De Piscopo, James Senese e Tony Esposito. NGASA NGASA trasmette un patrimonio ritmico vibrante, pieno di significato e ricco di forte identità culturale.
La loro musica si ispira anche all’anima lirica del Mediterraneo, evocando la vena melodica di artisti quali Patrizio, Cheb Hasni, Pino Daniele, Sergio Bruni o Mirna Doris.

Il loro primo EP, TRA DUE RIVE, è disponibile in formato digitale e uscirà in vinile 12” a settembre 2025 con l’etichetta indipendente Controra Records.


L’immagine delle due rive evoca Marsiglia e Napoli: due culture mediterranee, unite da una stessa energia ma separate dal mare. L’EP incarna questo ponte tra due identità, due tradizioni.

Il titolo TRA DUE RIVE evoca molto più di una geografia: è l’immagine di un’esistenza vissuta tra più mondi — quello delle radici e quello dell’esilio, quello del passato cantato e quello del presente in tensione. Napoli e Marsiglia sono i due poli di un unico universo: due città portuali, popolari, vibranti, sospese tra memoria e mutazione.

Ogni traccia dell’EP è una tappa di questa traversata:

ONNE VENENO

«Onde che vanno, onde che tornano: il mare canta costantemente.»
In Onne Veneno, NGASA NGASA attinge a questa immagine semplice e universale per parlare di un amore lontano, forse perduto, ma mai del tutto svanito. Il brano unisce dolcezza e tensione, come una preghiera lanciata al mare. Le onde diventano simbolo di una speranza che parte e ritorna, sempre al ritmo delle maree interiori. Il canto, metà sospiro metà lamentazione, evoca i veleni dell’attesa e gli antidoti del ricordo. Questo eterno andirivieni, simile al moto ondoso, racconta relazioni che durano nonostante la distanza, il tempo e il silenzio.

SAFARI
È una critica mordace alla turistificazione delle città mediterranee. Napoli, Marsiglia, Barcellona: tutte trasformate in vetrine. Qui gli abitanti diventano comparse in un set in vendita. Il pezzo mescola ironia e rabbia, sostenuto da un ritmo afrobeat incalzante.

 

DALLE NFACCIA
È un momento di trance ritmica, un’immersione in uno spazio onirico dove i suoni dei mercati si intrecciano con una sinfonia di percussioni: tamburi, tamburelli, pentole, campane.
Le voci si alzano, alcune ci esortano a non fermarci, a proseguire il movimento, mentre altre, come sirene, ci provocano, ci svegliano, ci invitano ad alzarci, a danzare, a esistere diversamente.

 

FAJE ’A VEDE
Significa “fai finta”, o più precisamente, “recita la parte di chi recita una parte”. È un’espressione che indica le persone non sincere con te — quelle che ti sorridono in faccia e parlano in modo completamente diverso, a volte negativo, alle tue spalle.
Sono presenze pseudo‑benevole, maschere quotidiane che impariamo a riconoscere… e a volte a imitare per necessità. Il tuo maschera scivola, i sorrisi suonano vuoti, e anche se reciti bene il tuo ruolo, qualcosa tradisce il fondo. Allora io rimango sul chi vive. Perché se non faccio attenzione, non sei tu a cadere — sono io.

 

COMME NGASA
Spinge sull’acceleratore con un tempo potente e un’energia cruda. È un manifesto: picchiare il suolo, fondersi con il ritmo, esistere appieno grazie alla musica.

 

DOPPIA VITA (feat. Mehdi Laifaoui)
Affronta il tema della doppia identità – di chi vive tra due lingue, due culture, due realtà sociali. Un groove lento, profondo, che parla di sradicamento e di rinascita.

Il sud delle nostre radici, come terra di blues, terra di conquista – materiale e simbolica. Il mare come elemento simbolico: guarigione, ma anche filo conduttore di storie parallele. La percussione come strumento narrati

Line-Up:

Matteo Nocera – batteria, percussioni, effetti, composizioni, direttore d'orchestra, voce
Salvio La Rocca – darbuka, bendhir, bongos, congas, tamburello, campane
Payam Ghasemi – basso elettrico
Lucie Charlier-Esclapez – pianoforte, synth, voce
Luisa Briguglio – voce, synth, chitarra
Sergio Dileo – sassofono tenore, sassofono soprano

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